Clinica veterinaria "Casale sul Sile"...
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Come difendere i nostri animali dalla malattia di Lyme trasmessa dalla zecche

La malattia di Lyme o Borreliosi è una malattia infettiva multisistemica causata da una spirocheta, un batterio spiraliforme trasmesso dalle zecche, la Borrelia burgdorferi.
Attualmente è una delle infezioni più frequentemente trasmesse da artropodi vettori negli Stati Uniti, ma è stata segnalata anche in Asia, Australia, Sud Africa e in Europa, mentre in Italia le regioni maggiormente interessate sono Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Liguria ed Emilia Romagna, dove l’habitat a rischio è quello rappresentato dalle aree di attività delle zecche, ovvero zone boschive, radure, campi, parchi e giardini, soprattutto quando temperatura e umidità si alzano.
Il cane è l’animale domestico più colpito, anche se non è l’unico, mentre animali selvatici come scoiattoli, ricci, procioni e piccoli roditori rappresentano importanti serbatoi della malattia, contribuendo a mantenerla nell’ambiente. Essa inoltre è una zoonosi, colpisce cioè anche l’uomo, con una sintomatologia che spazia dalla tipica lesione cutanea definita eritema cronico migrante (espressione appunto della migrazione delle spirochete) ad alterazioni neurologiche di grave entità (meningopolineurite).
Tutto inizia con il morso di una zecca infetta, che nel giro di 24-48 ore dal pasto di sangue trasmette l’agente patogeno al suo ospite, il quale pur infettandosi, non sempre manifesta la malattia. Questa infatti ha un’incubazione piuttosto lunga e un corredo sintomatologico multiforme che dipende nel suo esprimersi e nella sua gravità dal sistema immunitario del soggetto colpito, dalla sua età, dalla concomitante presenza di altre patologie, dalla quantità di spirochete inoculate. Può decorrere in maniera sub-clinica oppure con febbre, dolore agli arti, gonfiore alle articolazioni e zoppia, linfoadenomegalia, anoressia e abbattimento o ancora provocare nefropatie e miocardiopatie.
Diagnosticare la malattia di Lyme nel cane non è facile a causa del suo andamento spesso subdolo, la sua variabile sintomatologia clinica e la mancanza di significative anomalie emato-biochimiche. Anche i test sierologici che abbiamo a disposizione svelano solo l’avvenuto contatto con l’agente eziologico, ma non se c’è patologia in atto. Possiamo pertanto emettere solo un sospetto di Borreliosi basandoci su un’anamnesi di esposizione alle zecche, sintomi clinici compatibili, positività al test anticorpale e rapida risposta alla terapia (che consiste nella somministrazione di uno specifico antibiotico, la doxiciclina, per almeno un mese).
Da qui l’inevitabile ruolo cardine della profilassi!! L’insistenza del medico veterinario sull’importanza dell’utilizzo degli antiparassitari è finalizzata ad educare i propri clienti a comportamenti utili alla prevenzione di malattie come questa. Oltre all’uso di adeguati repellenti in spray, compresse, collari o fialette spot-on, allo scopo di mantenere le distanze dalle famigerate zecche, nello specifico della Lyme, è disponibile un vaccino, che pur non rientrando nel piano vaccinale di routine, è caldamente consigliato ogni qualvolta si intenda frequentare con il proprio cane zone in cui la malattia è endemica, soprattutto di montagna, oppure se i campi in prossimità delle aree urbane in cui viviamo sono meta di greggi di pecore in transumanza. Resta comunque una buona norma controllare attentamente il nostro amico peloso al rientro dalle passeggiate, per riuscire ad individuare tempestivamente la presenza di ospiti sgraditi ed eliminarli prima che possano rappresentare un reale pericolo per la sua salute.