Clinica veterinaria "Casale sul Sile"...
Notizie

Quali esami veterinari per gli uccelli ornamentali

Nel mondo dell’Ornitologia pratica l’improvvisazione e il “fai da te” sono stati in passato un increscioso motivo conduttore. Lo diciamo con un certo rammarico perché accade ancora di trovare allevatori che amano scambiarsi magiche ricette e alchimie di farmaci dai “poteri miracolosi”: panacee per la risoluzione di ogni problema e validi in tutti i tipi di allevamento. Dalla pratica errata in allevamento al consiglio non pertinente al futuro proprietario il passo è breve, soprattutto se non si interpone tra i due un petshopper avveduto. Ma il vento sta cambiando e il veterinario in allevamento è sempre di più una felice realtà.

I professionisti in camice:
Negli anni passati questa pessima abitudine è stata alimentata da una reale mancanza di informazioni e di personale preparato, come medici veterinari specializzati e Laboratori di analisi all’altezza di questo compito. Ora non è più così. Molti veterinari si occupano in modo serio e sistematico della cura degli uccelli ornamentali e gli odierni risultati sarebbero stati impensabili solo pochi anni fa. Ogni regione d’Italia ha almeno un veterinario aviare che sappia curare in modo corretto i volatili.

I grandi passi della scienza:
Qualche cambiamento si riscontra da qualche anno anche nell’ambito della ricerca. È pur vero che gli studi scientifici a nostra disposizione non sono numericamente confrontabili con quelli di altre specie animali, ma si sono fatti passi da gigante nella conoscenza delle malattie degli uccelli e della loro cura. La collaborazione tra “studiosi” e il mondo pratico dell’allevamento è stata indispensabile per le prime sperimentazioni di protocolli terapeutici, che ora sono alla portata di molti e ritenuti efficaci e sicuri in gran parte delle specie aviari allevate.

Fattori di ostacolo:
La prevenzione è il metodo migliore per avere in allevamento e in negozio degli aviari sani.
Quando la malattia è già conclamata, invece, intervengono diversi fattori a ostacolare la buona riuscita di un intervento medico:
• il metabolismo rapidissimo negli uccelli più piccoli che può far perdere un soggetto inizialmente sano nell’arco di una sola giornata,
• le dimensioni corporee che spesso rendono impossibile esami e terapie individuali,
• la forte predisposizione a sviluppare malattie contagiose trasmissibili con facilità da un soggetto all’altro in pochissimo tempo.

La prevenzione come prassi abituale:
Questi tre punti sottolineano l’importanza della prevenzione da attuare rivolgendosi al medico veterinario quando gli uccelli sono ancora sani. Spesso gli animali “apparentemente sani” eliminano con le feci i parassiti prima di iniziare a mostrare i sintomi. Un esame preventivo delle feci permette di individuare il problema prima ancora che si sia evidenziato con i sintomi clinici. Questa pratica permette di attuare cure tempestive utili a salvare la vita ai soggetti e a non diffondere patologie, sia in allevamento sia nel punto vendita. Un allevatore, così come il negoziante, (soprattutto se vi sono molte voliere nel punto vendita) devono prevedere di routine viste ed esami su campioni.

Quando il pennuto sta male:
Nel caso in cui si debba affrontare un’emergenza sanitaria bisogna agire tempestivamente evitando tentativi a caso, e senza aspettare di vedere se il problema si risolve da solo. È consigliabile contattare al più presto il veterinario esperto in patologia degli aviari e insieme a lui organizzare un piano sanitario su misura.
Subito dopo la raccolta delle informazioni e dei campioni biologici, il veterinario instaurerà una prima terapia d’urgenza per arginare il problema in attesa dei risultati degli esami. Solo dopo l’esecuzione degli esami sarà possibile perfezionare e completare il protocollo terapeutico. Il veterinario farà anche molte domande sulla gestione del nostro allevamento o petshop, sulle attrezzature che utilizziamo e sull’alimentazione, la pulizia e la disinfezione. I dati di interesse per il veterinario sono: il maggior numero di campioni di feci fresche, le uova non schiuse, eventuali soggetti deceduti, la lista degli alimenti in uso e quant’altro venga somministrato nell’alimento e nell’acqua; più sono completi e dettagliati e meglio il clinico potrà agire.

I campioni e la loro conservazione:
Un campione mal prelevato o mal conservato può diventare inutile. Di seguito qualche indicazione per agire correttamente.
I soggetti deceduti vanno conservati in frigorifero se conferiti in meno di un giorno, altrimenti vanno messi in congelatore fino al momento della consegna. Le feci vanno raccolte con fogli di carta stagnola messi sotto le griglie alcune ore. La carta stagnola deve essere lasciata per più ore del giorno includendo sempre le ore centrali della giornata (ora di pranzo). Molti parassiti vengono eliminati proprio in queste ore. La carta stagnola con le feci fresche può essere piegata, messa in un sacchetto di plastica e conferita all’ambulatorio veterinario.
I corpi dei soggetti deceduti, le uova e il materiale, che deve rimanere al fresco, può essere trasportato mettendolo, così da non deteriorarsi, in una scatola di polistirolo (come quelle in uso per trasportare il gelato). All’interno della scatola il campione ancora congelato va collocato sopra gli appositi panetti refrigeranti.
Nel caso vi siano soggetti sintomatici (arruffati, con diarrea, che respirano male o con qualunque altro malessere) è utilissimo portarli alla visita. A questi soggetti sarà possibile eseguire tamponi biologici diretti.

A proposito di correttezza:
Recarsi personalmente nei Laboratori e negli Istituti Zooprofilattici non è corretto. Una persona che soffre di mal di pancia va direttamente con le sue feci al laboratorio di analisi senza ricetta medica? Certo che no! Ma se per assurdo ciò fosse possibile, il laboratorio, non avendo indicazioni del professionista, dovrebbe svolgere tutti gli esami immaginabili sul quel campione.
Ecco perché è fondamentale il filtro di un veterinario esperto in patologia aviare, l’unico in grado di scegliere gli esami più adatti da eseguire. Il professionista indirizzerà presso strutture specializzate solo gli esami più complessi e particolari che non può eseguire personalmente. Solo dopo aver ricevuto esiti delle analisi, il medico veterinario prescriverà la terapia mirata e stabilirà, insieme al richiedente, un piano sanitario.

Verso il futuro:
In passato l’unico esame possibile da eseguire su gli aviari era quello delle feci per la ricerca dei parassiti intestinali. Oggi si possono eseguire numerose analisi per l’individuazione di un agente patogeno. Gli esami microscopici si avvalgono di differenti tecniche e allestimenti delle feci fresche, così da individuare batteri e funghi un tempo solo sospettabili. Esami ematologici della Pcr e istologici eseguiti presso strutture specializzate, permettono di diagnosticare malattie virali di recentissima scoperta e descrizione.
Gli esami, l’attenta raccolta dei dati clinici e delle tecniche di gestione dell’allevamento, nella maggior parte dei casi, permettono la migliore gestione delle emergenze sanitarie. La collaborazione tra veterinario e allevatore o petshop non si esaurisce con la terapia, ma prosegue nel mantenere informato il clinico circa risposta ai farmaci e l’andamento della malattia.

La collaborazione come strumento di prevenzione:
Un simile lavoro di collaborazione è il metodo più sicuro ed efficace per risolvere le criticità nel proprio aviario e scongiurare inutili perdite di animali. Questo è il modo per creare un binomio che porterà a migliorare la qualità sanitaria di un allevamento (o di un negozio). Seguire queste semplici regole è il presupposto per crescere professionalmente, mantenere alti standard e ottenere successi … per non parlar del benessere dei volatili!