Clinica veterinaria "Casale sul Sile"...
Notizie

ESAMI PRECOVA, facciamo il punto

Per gli allevatori di Fringillidi ed Estrildidi si avvicina il momento di preparare i soggetti alla magica stagione delle cove.

E’ infatti con l’allevamento e la riproduzione che l’allevatore produce i soggetti che andrà ad esporre nelle fiere e nelle mostre ornitologiche che, numerose, si svolgono su tutto il territorio nazionale.

Facciamo il punto quindi sull’importanza di fare gli esami corretti e su come inviare il materiale al proprio Medico Veterinario aviare di fiducia.

Gli esami precova servono a controllare lo stato di salute, la “temperatura” del proprio allevamento.

Se gli esami sono svolti correttamente possono dare una miriade di informazioni sull’allevamento, sui microrganismi presenti e sui fattori di rischio per i riproduttori e per i pullus.

La prima regola è “la legge del triangolo”: la triangolazione alla quale mi riferisco è tra Allevatore, Medico Veterinario clinico, Istituto zooprofilattico/Laboratorio di esami.

Se non si rispettano queste tre figure nelle loro reciproche relazioni si possono creare dei cortocircuiti che non permettono l’individuazione dei problemi e la risoluzione degli stessi.

Infatti è l’Allevatore che deve portare i campioni, perchè il Veterinario possa fargli tutte le domande che riterrà utili.
Molti allevatori consegnano agli amici le feci dei loro uccellini affinchè le portino al Veterinario e si aspettano che dall’esame di quest’ultime si possano trovare le soluzioni ai loro problemi di riproduzione.
E’ più utile che l’allevatore si rechi di persona dal Veterinario, spieghi come è andata l’annata e risponda direttamente a tutte le domande che gli vengono poste per avere il quadro più completo della situazione circa le problematiche riscontrate ma anche sulla gestione igienico sanitaria dell’allevamento. Se questo non è possibile (come per chi spedisce le feci per posta per evitare lunghe trasferte in macchina) è altrettanto utile un appuntamento telefonico.

La seconda figura in questione è il Medico Veterinario aviare clinico. Sarà lui che deciderà il tipo di esami da fare, preparerà i campioni, svolgerà una parte dei suoi esami già in Ambulatorio e poi saprà a quale struttura inviare gli esami specialistici. Una volta avuti gli esiti saprà, anche alla luce delle informazioni ricevute durante il colloquio con l’Allevatore, prescrivere il protocollo di intervento più utile e corretto e le eventuali correzioni gestionali e nutrizionali.

L’Istituto Zooprofilattico o Laboratorio di Esami Privato o Universitario sono le strutture di eccellenza alle quali il Veterinario invia il materiale per l’effettuazione di singoli esami e dalle quali ha le risposte che gli serviranno per impostare la terapia precova.
In queste strutture lavorano tecnici molto qualificati che hanno a disposizione strumenti e competenze non presenti in Ambulatorio.
Allevatori che si riferiscono direttamente a queste strutture fanno un errore perchè spesso non sono in grado di inviare correttamente i campioni, non sono in grado di interpretare i risultati o capire la terapia che ne consegue.

Che campioni inviare: il campione più utile per la valutazione dei piccoli uccelli come Fringillidi ed Estrillidi sono le deiezioni fresche raccolte in maniera pulita, ovvero inquinate il meno possibile da sementi, piume o altro materiale presente in allevamento.
Durante l’anno si hanno purtroppo delle perdite di soggetti; è molto utile conservare tutti questi soggetti senza mai buttarli e conferirli al momento in cui si portano le deiezioni.
I soggetti possono essere tenuti a temperatura di refrigerazione in un comune congelatore per moltissimo tempo mantenendo la possibilità di essere esaminati tramite necroscopia fornendo molteplici informazioni.
Se si hanno soggetti sintomatici (arruffati, con diarrea, che respirano male o con qualunque altro malessere) è utilissimo portarli alla visita.
Portare sempre con se una lista scritta di tutti i prodotti che si usano in allevamento per l’alimentazione, le integrazioni nutrizionali, la eventuali cure mediche già eseguite, i prodotti per la disinfezione e pulizia di attrezzature e ambienti.

Come raccogliere e conferire i campioni: le feci vanno raccolte lasciando un foglio di carta stagnola sul fondo della volierette per 1o 2 ore.
Possono andare bene anche fogli di plastica o altro materiale non assorbente, non va bene la carta che tende a disidratare lo schitto e rende più problematici gli esami.
Le feci possono essere raccolte in contenitori di plastica del tipo utilizzato per la raccolta delle urine facilmente reperibili in qualsiasi farmacia; bisogna fare in modo che si raccolgano molte feci fresche e meno inquinante possibile. Nelle voliere campionate devono essere presenti sia soggetti giovani sia vecchi, sia maschi sia femmine.
E’ possibile fare dei campioni diversi contrassegnati da sigle oppure degli esami cumulativi.
I cadaveri vanno possibilmente trasportati a temperatura di refrigerazione o mediante le borse termiche da supermercato oppure con piccoli contenitori di polistirolo come quelli per il trasporto del gelato. Usare contenitori piccoli per mantenere meglio la temperatura.
Coloro che non potessero raggiungere l’Ambulatorio ma optassero per la spedizione delle feci devono servirsi di un corriere espresso e inserire non solo le feci fresche ma possibilmente già un tampone batteriologico con terreno di trasporto.
In questo caso il tampone viene strisciato su alcune feci e poi inserito sterilmente (senza toccare con la punta null’altro che le feci) nell’apposito terreno di trasporto che garantisce una maggior vitalità degli eventuali batteri presenti.
Le temperature invernali favoriscono la conservazione dei campione durante il trasporto che deve comunque arrivare all’Ambulatorio possibilmente nelle 24 – 36 ore dalla esecuzione.

Almeno una volta sarebbe molto utile che fosse il Veterinario a venire a fare i prelievi in allevamento, per assistere l’allevatore in questa importante fase e per vedere come è strutturato l’allevamento in termini di attrezzature, ambiente, luce, umidità, esposizione delle stanze, ecc.
Se il Veterinario non ha potuto venire a visitare l’allevamento è molto utile portare alcune foto dell’allevamento fatte anche solo con la macchina digitale o con il cellulare.

E’ inutile precisare, in quanto già detto sulle pagine di questo giornale sia da me che da altri autorevoli Colleghi, che la pratica del fai da te fa il male sia degli animali sia delle persone che li governano sottoponendoli al rischio di infezioni antibiotico-resistenti.

E’ tempo di passare dal concetto di terapia precova a quello di esami precova, ai quali seguirà, se necessaria, una terapia sempre mirata, selettiva ed efficace.