Clinica veterinaria "Casale sul Sile"...
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COLPO DI CALORE, COLPO DI SOLE

L’estate porta con sé un grosso rischio per il nostri animali, specialmente per quelli a pelo lungo, anziani, cardiopatici o con malattie croniche: il colpo di calore o colpo di sole. Esso consiste in un aumento incontrollato della temperatura corporea, che nella peggiore delle ipotesi può risultare fatale per il malcapitato.

Vediamone le cause predisponenti e le cose che possiamo fare per evitarle.

I nostri amici cani e gatti, ma lo stesso vale anche per i piccoli animali esotici ed uccelli, non sono in grado di sudare. Infatti le loro ghiandole sudoripare, quando presenti, sono atrofizzate. Cani e gatti sudano esclusivamente ed in scarsa misura dai polpastrelli.

Ecco quindi che non possono mettere in atto uno dei più importanti mezzi che la natura ha dato all’uomo per regolare la propria temperatura corporea. Con il sudore infatti, l’uomo sfrutta l’evaporazione dell’acqua dalla propria superficie corporea per dissipare il calore in eccesso.

Un’altra complicazione dell’essere animali, in estate, è che restano “in pelliccia”. E’ vero che il fenomeno della muta fa perdere loro grandi quantità di sottopelo, preposto appunto a difenderli dai rigori invernali, ma questo non è come avere la pelle glabra.

È errato pensare, come spesso si sente dire in certi ambienti cinofili, che il pelo protegga sia dal freddo che dal caldo. In particolar modo alcuni sostengono che le razze a pelo lungo sarebbero “naturalmente” provviste di quel pelo per difenderli appunto sia dal caldo sia dal freddo. Si tratta di informazioni assolutamente sbagliate e fuorvianti.

Le razze a pelo lungo non sono per nulla “naturali”, bensì selezionate artificialmente (come quasi tutte le razze canine così come oggi le conosciamo), fissando selettivamente un carattere genetico aberrante, cioè il pelo a crescita continua come i nostri capelli. Nessun animale in natura ha questo tipo di mantello, sarebbe assolutamente non funzionale, sempre sporco, annodato e farebbe fatica ad asciugarsi dopo essersi bagnato.

I cani a pelo lungo, così come i gatti Persiani e altri gatti con pelo particolarmente abbondante, hanno bisogno di spazzolatura quotidiana e toelettature regolari, in special modo nel periodo estivo.

Tornando al colpo di calore ed al colpo di sole, alla sopra citata incapacità di sudare e alla presenza di pelliccia si aggiunge nelle nostre estati italiane una minor funzionalità dell’unico sistema efficace di dispersione termica: la polipnea termica.

Tutti noi abbiamo visto un cane, più raramente un gatto, ”ansimare” per il caldo. Questo fenomeno, chiamato appunto polipnea termica, consiste nel far funzionare le bocca come una caldaia, ventilando forzatamente la cavità orale, particolarmente irrorata di sangue, per disperdere il calore in eccesso. L’aria non arriva naturalmente fino ai polmone per non causare un iper-ossigenazione, ma si ferma alla bocca. Se il clima è troppo caldo umido, anche questo sistema di termoregolazione può funzionare poco, con conseguente aumento della temperatura corporea.

Alcuni atteggiamenti da parte dei padroni di animali sono responsabili di causare queste ipertermie gravi.

Lasciare gli animali in macchina d’estate è sempre pericoloso, anche se i finestrini sono aperti. Con temperature esterne superiori ai 30 gradi e umidità elevata non è possibile fare affidamento sul piccolo ricambio d’aria che dei finestrini lasciati in fessura possono garantire. questo a maggior ragione se non si trova posto all’ombra.

Lasciare gli animali legati a catena, oltrechè deplorevole per motivi etici, è molto pericolosi perché non permette loro di sottrarsi alla radiazione solare diretta qualora il sole arrivasse “sopra le loro teste”.

Portare a camminare i cani o peggio trascinarli pedalando in bicicletta (come purtroppo vedo spesso fare) alle due di pomeriggio è atteggiamento incosciente e condannabile.

Per gli animali valgono le stesse considerazioni sentite mille volte al telegiornale per l’uomo, ovvero non uscire nelle ore più calde del giorno, rimanere all’ombra ed in zone ventilate, lasciare sempre a disposizione ciotole di acqua fresca e pulita, uscire a passeggio nelle prime ore del mattino o tardi alla sera.

Gli animali anziani, con malattie croniche, i cardiopatici e tutti i cani con disturbi respiratori sono maggiormente a rischio. I cani brachicefalici (ossia a muso “schiacciato”) come Bulldog o Boxer sono sempre da considerarsi a rischio per le difficoltà respiratorie insite nella razza.

Per differenziare le due sindromi si può dire che:

· Il COLPO DI CALORE: l’animale si trova in condizioni di elevata temperatura con afa e assenza di ventilazione ambientale sufficiente.

· Il COLPO DI SOLE: l’animale si trova sotto irradiazione solare diretta e non si può sottrarre.

I sintomi sono uguali per le due sindromi e consistono in respirazione a bocca spalancata, mucose rosso carico, incapacità a reggersi specialmente con le gambe posteriori, depressione del sensorio fino a perdita di coscienza e coma.

Cosa fare se inavvertitamente il vostro animale si trovasse in una di queste situazioni?

Naturalmente bisogna capire quale sia la struttura veterinaria più vicina attrezzata per gestire l’urgenza e che possa se necessario ricoverare l’animale per le cure del caso.

In attesa del ricovero o se questo non è possibile perché lontani da strutture veterinarie è prioritario abbassare le temperatura corporea dell’animale.

Mettere quindi immediatamente la bestiola in un posto all’ombra, possibilmente in una zona fresca e ventilata.

Procedere poi ad una doccia fresca per poter aumentare la dispersione termica. Per animali di grandi dimensioni si potrà utilizzare una pompa da giardinaggio. Unica accortezza è non gettare addosso all’animali acqua gelata, per non scatenare uno shock termico. L’acqua deve essere fresca ma non gelata e bisogna cominciare bagnando le estremità come zampe, coda, muso, fronte. Dopo alcuni minuti possiamo passare all’inguine e dorso. Andiamo per gradi e non immergiamo l’animale nell’acqua gelida.

Non cercate di farlo bere, ma tenete bagnata la bocca e lingua con acqua fredda ad esempio irrigandola con uno spruzzino per favorire la perdita naturale di calore.
Anche qualora l’animale sembrasse ristabilito, dopo che si sarà riposato portatelo da un Medico Veterinario per una visita approfondita e tenetelo in osservazione per altre 24 ore.