Molti clienti si rivolgono ogni giorno al mio Ambulatorio per avere consulenze sui loro cani. La maggior parte delle volte non si tratta di soggetti di razza pura con pedegree a seguito, ma di incroci tra cani di genealogia sconosciuta, i cosiddetti meticci o bastardini. Sono spesso cani splendidi per la loro rusticità, ecletticità ed adattabilità e per le minori esigenze di gestione.
Fin qua nulla di particolare! L’aspetto comico che sempre mi sorprende è la voglia degli stessi clienti di attribuire necessariamente ai loro cagnolini l’appartenenza ad una razza certa:
“Il mio è un incrocio tra un Pastore Tedesco ed un Maremmano”, “il mio cane è un incrocio tra un Basset Hound ed un Siberin Husky”, “ha la mamma Setter ed il papà Pittbull”.
Vorrei spiegare che la probabilità che questo avvenga è quanto mai remota e che si può asserire ciò solo se si conoscono esattamente i genitori del proprio cane e non basandosi, come spesso si fa, su vaghe somiglianze morfologiche, di pelo e di colore.
Difficilmente il proprietario di un cane di razza favorirà l’incontro con soggetti senza pedegree, perchè si troverebbe nella condizione di non poter vendere o affidare i cuccioli.
Quanto detto è ancora più vero se ci si riferisce a razze poco diffuse, rare o costose.
Alcuni cani sono praticamente impossibilitati ad accoppiarsi per obiettive diversità di taglia e conformazione, anche se tengo a precisare che trattandosi della stessa specie non vi sono limiti genetici alla fecondazione.
Rassegnamoci quindi all’idea che, per la stragrande maggioranza dei soggetti meticci, erano “bastardi” anche i genitori, i nonni, i bisnonni e così via.
Impariamo perciò ad apprezzare i nostri amici per quello che sono senza voler attribuire loro origini nobili a tutti i costi!
