C’è la malsana abitudine di non informarsi bene prima di scegliere un animale da compagnia, per se o per aumentare la famiglia a quattro zampe.Così succede che le persone portino a casa un gattino, per poi ricordarsi che sono fuori casa dalla mattina alla sera.
Il gattino cresce, diventa grande, aguzza tutti i suoi mezzi offensivi in termini di unghie e denti iniziando a rovinare tende, tappeti, coperte e tutto ciò gli capiti a tiro, comprese le vostre caviglie.
Allora il proprietario, preso dai sensi di colpa, decide di portargli a a casa un amichetto. Ed è così che passa dalla padela alla brace.
Se infatti questo atteggiamento, fatte le dovute eccezioni e sotto controllo di un esperto addestratore, potrebbe essere una buona soluzione nel cane, nel gatto è quasi sempre peggiorativo rispetto alla situazione precedente.
Il gatto nasce solo e muore solo! Nella vita avrà molte relazioni che lo appagheranno, ma a differenza del cane queste relazioni intende sceglierle lui!
Ecco quindi che se non si ha la sfacciata fortuna che i due soggetti creino una perfetta intesa dal primo giorno del loro incontro, il rapporto è destinato a fornire ad entrambi solo enorme stress per l’impossibilità in un moderno piccolo appartemento di sottrarsi alla relazione sgradita.
Se si pensa di far convivere due o più gatti tra loro, è etologicamente corretto prendere due femmine delle stessa cucciolata, che formeranno un piccolo matriarcato autonomo. E’ molto probabile che crescende insieme imparino a giocare insieme e farsi molta compagnia.
