La Poiana di Harris (Parabuteo unicinctus harrisi)

24 febbraio 2011 in

La Poiana di Harris è un rapace che da alcuni si è affacciato con prepotenza alla pratica della falconeria ed è stato da subito apprezzato per le sue pecularità che lo rendono unico.

L'amico Enrico Brocchetto, falconiere che vive giorno e notte a contatto con i suoi animali, ci introduce alla conoscenza di questo meraviglioso animale e ci confida la sua personale esperienza.

Etologia.

La poiana di harris è un falco di basso volo, il ceppo originale selvatico lo possiamo ritrovare in Cile e in Perù. Appartiene alla famiglia degli Accipitridae, la stessa famiglia delle aquile, poiane, astori e sparvieri, ma a differenza di queste ultime questa specie vanta il primo posto in quanto ad intelligenza nei rapaci.
Vive in colonie socialmente strutturate, che possono arrivare a contare anche quindici individui con compiti, regole e posizioni gerarchiche ben stabilite per il corretto funzionamento del branco.
Viene chiamato appunto anche falco lupo, per la sua indole di appartenenza al gruppo e alle tattiche di caccia a dir poco stupefacenti, che coinvolgono ogni singolo individuo della squadra. Esistono tre ruoli principali ben definiti: uno o più scovatori, che possono essere sia maschi che femmine, hanno il compito di scovare le prede dai posatoi più alti che la natura circostante offre; uno o più inseguitori, che sono per il 99% dei casi maschi, i quali per la mole minore rispetto alla femmina hanno maggiore velocità nell’inseguimento della preda, il terzo ruolo di uccisione lo ricoprono le femmine più grosse del branco o direttamente la femmina capobranco, che avrà il diritto di mangiare per prima ma in modo eguale a tutti gli altri membri del branco.

Uso in Falconeria.
Viene considerato quasi da tutti un rapace di facile addestramento, versatile nella caccia e che può essere volato in luoghi morfologicamente molto diversi. Viene utilizzato con sempre maggior frequenza nella attività del bird – control per l'allontanamento degli piccioni nelle aree infestate, ma anche per esposizioni e dimostrazioni di volo per il carattere collaborativo che manifesta.

Le mie considerazioni.

Per quanto mi riguarda la falconeria è esprimere le proprie arti comunicative con i propri rapaci, applicata all’indole venatoria innata che risiede dentro di loro. Non ci sono parole per descrivere il tipo di rapporto che può crearsi tra uomo e rapace. Quello che bisogna assolutamente tenere in considerazione è che ci si relaziona con una creatura pensante, di intelletto acuto se stimolata nella maniera corretta e quindi libera di decidere cosa è più conveniente per lei. Non si impartiscono ordini in quest’arte, si danno dei suggerimenti. Un bravo falconiere risulta tale perché riesce ad avvicinare il suo modo di pensare al modo di pensare del falco, creando un feeling molto forte con esso per un appagamento reciproco.
A differenza di quello che dichiara il 98% dei falconieri, la poiana di harris è un falco estremamente complesso. Mi fu consigliato per iniziare per la sua indole collaborativa. Per me è il più efficace rapace che esista se in mani giuste, quanto il più inefficace nelle mani sbagliate.
Dopo poco tempo che cominciai a conoscerli trovando il modo giusto di comunicare passando molto tempo con loro, osservandoli a fondo, loro osservavano me, senza che io facessi nulla, se non guadagnandomi il loro rispetto, diventai la loro guida, il loro compagno creando un legame fortissimo.
Ho visto moltissimi harris durante manifestazioni, eventi, raduni e fiere, ma posso contare nella dita di una mano quelli che ho visto appagati della vita che stavano conducendo con il proprio compagno. E' molto raccapricciante non conoscere le esigenze, le potenzialità e l’indole di questi animali. Ad occhi inesperti è semplicemente un magnifico falco che sta nel pugno del suo falconiere, ma pochi quando lo vedono vanno oltre. Ci sono sguardi, movimenti, segni che il soggetto vuole trasmetterci di benessere o di grande disagio e frustrazione mentale che nella maggior parte delle volte si trasferisce sull’estetica del soggetto. Quando osservo i miei rapaci, li guardo negli occhi e vedo soltanto gratitudine per aver avuto voglia di ascoltarli, di aver sbagliato entrambi, ma soprattutto di aver avuto voglia di vivere assieme. Non è stato difficile.

Enrico Brocchetto
(falconiere)

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