ESAMI PRECOVA NELL'ALLEVAMENTO DI UCCELLI ORNAMENTALI
Chiunque allevi Canarini ed in generali tutti i Fringillidi ed Estrildidi saprà già cosa si intende per esami precova.
Sono gli esami che si fanno solitamente sulle feci per isolare microrganismi potenzialmente pericolosi per le nidiate e poterli uccidere prima che facciano danni.
Vediamo in dettaglio come vanno fatti questi esami e quali sono i campioni migliori da esaminare e come raccoglierli.
Per poter essere rappresentativo dell’allevamento e quindi indirizzare nel trattamento precova un esame deve essere fatto su un campione corretto.
Non si può sperare di portare un campione di feci raccolte dal suolo in una voliera con fondo di terra oppure portare un soggetto deceduto tre giorni prima e conservato nel bagagliaio della macchina a temperatura ambiente ed avere qualche risposta utile dal loro esame.
Per fare un corretto esame precova bisogna portare al Veterinario esperto in malattie degli uccelli da gabbia i campioni adatti.
Per un esame completo delle feci si raccolgano gli animali in volierette e si mettano solo pochi posatoi per obbligarli a stazionare vicini tra loro.
A questo punto si mettano dei fogli di carta stagnola puliti sotto i posatoi per raccogliere le feci di quanti più soggetti possibile.
Nell’allevamento dei piccoli uccelli l’effettivo si considera un corpo unico, quindi se si trova un problema infettivo spesso di trattano tutti i soggetti. Per questo motivo non è necessario avere uno schitto di ogni soggetto, però è bene che nel campione che si porta dal Veterinario siano presenti sia deiezioni di maschi, sia di femmine, sia adulti che giovani.
La carta stagnola deve essere messa nella prime ore del pomeriggio (tra le 13:00 e le 15:00) quando si concentrano nelle deiezioni alcuni parassiti come i coccidi.
La carta stagnola deve essere tolta dopo circa 30 minuti perché non raccolga troppe piume o sementi.
La carta deve essere conferita subito al Veterinario o massimo il giorno dopo se conservata in frigorifero.
Altro campioni utili sono tamponi direttamente da gozzo o cloaca, ma date le piccole dimensioni dei soggetti in questione questa via di prelievo è poco utilizzata.
Da questi campioni si possono fare esami batteriologici, colture ed antibiogramma. Si possono fare esami coprologico per arricchimento e flottazione per la ricerca di parassiti fecali. Si possono fare strisci su vetrini da colorare ed osservare la microscopio.
Una innumerevole fonte di informazioni è data dai soggetti che purtroppo sono morti.
La malsana abitudine di gettarli è molto sbagliata, perché i soggetti morti spesso hanno al loro interno una grande quantità di microrganismi responsabili della loro malattia e quindi la diagnosi risulta molto facilitata per il Veterinario.
L’ideale sarebbe sempre conferire immediatamente il corpo senza vita dell’uccellino al Veterinario appena lo si trova. Se questo non è possibile si potrà conservarlo in frigorifero per un tempo non superiore alle 24 ore, oltre questo lasso di tempo va conservato in congelatore.
I soggetti congelati e scongelati sono comunque utili per gli esami autoptici e batteriologici, spesso però non è possibile eseguire l’esame istologico.
Ambulatorio veterinario "Casale sul Sile"
P.IVA 03777010269







Commenti
Diego Cattarossi ha detto:
Ciao Pierlorenzo,
mi fa molti piacere rispondere ad un Collega.
Ti do alcune indicazioni via blog, se ti servono altre informazioni che non possano essere pubblicate come la posologia dei farmaci chiamami pure al telefono.
I sintomi che tu riporti possono essere dovuti ad una carente umidità ambientale che non permette l'apertura delle uova, ad una carenza di vitamina E nell'alimentazione che non permette al pullus di sviluppare i muscoli del collo necessari a rompere il guscio o più frenquente ad una infezione da enterobatteriacee prese sin dall'ovidutto materno.
Ti consiglio di mandare uova/pullus e feci temponi prelevati da feci fresche dei genitori presso l'Istituto Zooprofilattico di Legnaro Padova, all'attenzione del dr. Salvatore Catania, è bravissimo e vedrai che ti isolerà il batterio eventualmente resposabile con relativo antibiogramma.
Saluti
pier lorenzo orione ha detto:
salve sono un collega lavoro a loano(sv) e mi occupo di piccoli animali,ma sono anche appassionato allevatore di ciuffolotti europei.In questa stagione covae ho avuto un'elevata mortalita embrionale:i piccoli muoino subito prima della schiusa ,completamente formati e con il sacco vitellino non riassorbito.Quelli che riescono a schiudere(circa il 10% delle uova feconde) sono sani e crescono senza problemi.Anche i riproduttori appaiono in ottima salute e sono vivaci e fecondi.Ho provato a fare analizzare gli embrioni morti dall'istituto zooprofilattico di savona ma non sono stati in grado di fare una diagnosi precisa.Ormai la stagione cove è finita ma vorrei chiederti dove mi posso rivolgere per delle analisi piu approfondite ,visto che dalle mie parti i laboratori non sono attrezzati x ornitologia e sono assolutamente contrario a terapie precova alla cieca.Ti ringrazio in anticipo x le informazioni che mi vorrai fornire e spero di sentirti presto grazie ancora! dott PIER LORENZO ORIONE via pontassi 17-17025LOANO(SV) tel3683586626
Diego Cattarossi ha detto:
E' preferibile usare le piastre per le fumigazioni ambientali in locali svuotati dagli uccelli.
Sugli uccelli sono da preferire prodotti acaricidi a base di Fipronil o Ivermectina a seconda dell'acaro in questione.
Cordiali saluti
canzan massimo ha detto:
salve dottore sono da Belluno e l'avevo chiamato per la ciuffolotta,sembrava ripresa è ancora viva mangia e fà tutto ma è sempre tremolante e arruffata comunque penso abbia problemi a causa dei primi 5 giorni di allevamento che ha cambiato 3 nidi e ha fatto la muta con fatica e tardi.Volevo chiederle ho comprato a Piacenza una piastra da appendere antiacaro si chiama delu e contiene dichlorvos36% è adatta fino a 50 metri cubi è pericolosa? In attesa di una sua risposta la ringrazio
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