Tricomoniasi negli uccelli ornamentali

20 luglio 2016 in

Scheda tecnica in sintesi:

Agente eziologico: Trichomonas spp.
Specie sensibili: potenzialmente tutte le specie aviari possono essere infettate (per lo più columbiformi, passeriformi, falconiformi, galliformi, anatidi e gruidi).
Sintomatologia: difficoltà a mangiare, dimagrimento, rigurgito, diarrea, difficoltà a respirare o a tenere aperti gli occhi, occhi lacrimosi.
Lesioni: materiale caseoso in cavità orale, enterite, lesioni ai seni nasali e intorno agli occhi, sinusiti purulente.
Diagnosi: la diagnosi deve sempre essere eseguita da un veterinario esperto in malattie degli uccelli ornamentali tramite tamponi citologici, esame microscopico a fresco, esame istologico da biopsie di organi.

Chi è Tricomonas?

Tricomonas è un genere di protozoi che comprende più specie. E’ come se parlassimo di un “cognome” di una famiglia, all’interno del quale si possono trovare alcune varietà che parassitano preferenzialmente una specie o gruppo di uccelli.
Si tratta di un protozoo, ovvero di un “cugino” dei coccidi. Sono organismi molto piccoli che non possono essere visti ad occhio nudo come molti altri parassiti, ma richiedono una diagnostica tramite microscopio.

Quando si può parlare di Tricomoniasi?

Quando la presenza del parassita Tricomonas si accompagna ai sintomi della malattia si può parlare di tricomoniasi. La sola presenza del parassita in un animale perfettamente sano non deve allarmare, è un reperto abbastanza comune per specie come ad esempio i colombi e le tortore. Quando il parassita prende il sopravvento sul sistema immunitario del volatile questo si ammala e possiamo osservare i caratteristici sintomi della malattia.

Quali sono i sintomi della tricomoniasi?

I sintomi di questa malattia variano considerevolmente a seconda dalla specie di Tricomonas coinvolta e soprattutto a seconda della specie di uccello interessata dall’infezione. La differenza dei segni clinici probabilmente dipende dal diverso tropismo del parassita verso un tessuto ed apparato rispetto ad altri.
Per fare alcuni esempi vediamo come si manifesta nelle diverse specie.
In colombi e tortore la Tricomoniasi rappresenta una delle malattie meglio conosciute. Viene definita dai colombofili il “cancro del gozzo” per la formazione di strutture bianco-giallastre in bocca, gola e gozzo, che assomigliano a neoformazioni.
Nei galliformi selvatici e nei fasianidi spesso si manifesta solo con abbattimento, perdita di peso, sindrome “dell’ala bassa” ed arruffamento.
Nei passeriformi e massimamente nel canarino si palesa con la “sindrome degli occhi gonfi”. Consiste in una sinusite infraorbitale ovvero nella infiammazione purulenta delle ossa del cranio. Gli uccelli presentano inizialmente una congiuntivite con lacrimazione di uno o entrambi gli occhi che evolve in gonfiore progressivamente sempre maggiore della zona attorno ad essi.

Quali sono i fattori scatenanti la malattia?

I fattori predisponenti sono sicuramente la giovane età, la stagione della muta del piumaggio, il periodo caldo umido estivo, il sovraffollamento di animali nelle voliere.

Come si trasmette la malattia?

Il parassita si trasmette da un animale infetto ad uno sano. Non sempre il soggetto infetto “untore” ha i sintomi della malattia. Potrebbe trattarsi di un portatore sano (ovvero che trasmette il parassita, ma il suo sistema immunitario impedisce che questo lo danneggi) o di un soggetto in fase di incubazione ovvero che deve ancora manifestare i sintomi, ma che li manifesterà presto.

Come è possibile fare diagnosi e qual è la terapia?

La diagnosi deve sempre essere effettuata da un veterinario con specifica esperienza in uccelli ornamentali. A seguito del sospetto di Tricomoniasi la certezza diagnostica si otterrà tramite l’isolamento del parassita al microscopio.
Il veterinario una volta fatta diagnosi prescriverà il trattamento più adatto per quella specie di uccello e per i sintomi che manifesta. Spesso infatti questa infezione si accompagna ad altre di natura batterica e quindi sarà utile scegliere tra i principi attivi quelli efficaci contro questa malattia, ma che combattano anche i batteri ad irruzione secondaria o complicanti.

Prevenzione della Tricomoniasi:

La prevenzione più importante consiste in una scrupolosa igiene dell’ambiente dove vivono gli uccelli, con disinfezioni periodiche delle gabbie e voliere, dei posatoi e delle attrezzature utilizzate, come mangiatoie e beverini.
Non creare sovraffollamenti, specialmente durante la muta.
Eseguire correttamente la quarantena di tutti i nuovi acquisti e dei soggetti che tornino dalla mostre ornitologiche. Stimolare le difese immunitarie somministrando integratori vegetali specifici. Non utilizzare mai antibiotici ed altri trattamenti senza prescrizione medica per non ridurre le naturali difese immunitarie degli uccelli.

dr. Diego Cattarossi, dr. Manuel Maschio
(Veterinari presso Clinica Veterinaria “Casale sul Sile”)

Clinica veterinaria "Casale sul Sile"
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